Strage di Berlino: immigrazione senza filtro? Tra benpensanti e jihadisti

Strage di Berlino. Il pensiero, a meno che non sia istituzionalizzato, suona come raschio sulla lavagna all’orecchio di chi ascolta. Dire ciò che si pensa è difficile, spesso inutile. Come spiegare il buon senso? Come farti entrare in zucca che è sottile la linea di demarcazione tra disperati e assassini? Che basta poco per fare di un “migrante”, vocabolo della neo-lingua, un furfante? E lascia perdere la storia del razzismo, qui non è questione di pelle, religione o cultura: chi nulla ha è pronto a giocarsi tutto, persino la vita. È come nel poker del resto, quando rimani corto mandi i resti. Raddoppi o esci. 

Democrazia e radicalismo religioso

La strage di Berlino e la partita che si gioca l’Europa

Gli “short stack”, quelli con poche chip, in questa partita sono loro, i disperati che assediano i confini dell’Europa. Un’accozzaglia d’umanità la più varia: veri profughi, miserabili ammaliati da sirene di facili ricchezze, delinquenti comuni, invasati, facce oneste in cerca d’aiuto.

Uno scenario picchiettato dall’insidia serpeggiate del radicalismo religioso, in un Occidente privato di qualunque valore che non sia il consumo. Un pericolo concreto che l’ortodossia venga affogata nel sangue degli infedeli, come ci ricorda purtroppo la strage tedesca.

Terrorismo, immigrazione, criminalità: vivere senza filtri?!

Senza un setaccio che sappia individuare chi ha i requisiti per restare e chi è meglio che vada altrove a far danni, ci attende solo il peggio. Manodopera a basso costo per la grande industria, manovalanza per la criminalità organizzata, crescita dell’emergenza terrorismo e degrado per le città.

L’hai capito che senza filtro chi si becca tutto il peggio dell’immigrazione, fenomeno in sé spesso indispensabile e comunque fisiologico per ogni Paese, sei solo tu? L’hai capito che tutto questo è un enorme business a spese nostre per ingrassare chi tira le fila dell’economia (legale e non)? Bene, se ci sei arrivato hai già fatto abbastanza, non affaticare troppo i tuoi tre (sono generoso) neuroni. Riposati. Fatti un thè (l’alcol non lo reggi).

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