Takeshi Kitano Brother: sangue e poesia giapponese

Takeshi Kitano Brother
Takeshi Kitano Brother

Takeshi Kitano Brother. Cosa rende un film un’opera d’arte? La riconosco, percepisco, senza mai afferrarla quella magia che lo fa speciale. Una grande protagonista innominabile. Brother di Takeshi Kitano rientra in questa esperienza. Nessun maschio sfugge al fascio della poetica dell’onore romantico del maestro giapponese. L’amore legato al sacrificio, alla violenza e alla morte. Te lo fa venire duro e ti fa piangere. Si può chiedere di più a un gangster(samurai) movie?

In realtà non appartiene a nessuna categoria, certo è che si parla di mafia e di mafie. La mafia è anzitutto quella giapponese e il suo ritratto s’addensa di sfumature.

C’è spazio persino per valori positivi come l’onore, la fratellanza o meglio l’amore per gli altri fratelli (brother appunto) che prendono parte alla sciagurata avventura che è la vita (del samurai).

Takeshi Kitano Brother: azione e meditazione

L’azione incalzante, talvolta rasenta lo splatter, è alternata a momenti riflessivi. Pause del flusso narrativo in cui le musiche amplificano le suggestioni. E ti viene voglia di accendere una sigaretta e fumartela con Takeshi, non più solo personaggio, figura tangibile.

Durante il film ti accorgi che l’assurdità di quel mondo violento dove solo chi è coerente con i propri valori avrà la grazia della bella morte è, in qualche modo, anche la tua. Ci sono momenti dove sei lì a deridere il nemico per poi sparargli in testa, a chiederti se i tuoi uomini sapranno tradirti.

Poi la magia di Kitano abbandona la spada per imbracciare la piuma e ti fa volare sul piano della riflessione cancellando le imperfezioni, come se d’un tratto fosse tutto solo un brutto sogno.

Kitano: la spiritualità

C’è quindi un altrove nell’opera di Kitano dove il protagonista sembra volersi rifugiare per recuperare le forze. Una dimensione trascendente e spirituale che dà corpo a una figura spietata eppure dai tratti romantici, pluriomicida e dall’animo poetico e discreto. Un samurai che conosce l’amore e paga con il sangue (proprio e altrui) il prezzo del sentimento.

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Takeshi Kitano Brother: sangue e poesia giapponese ultima modifica: 2017-01-15T11:43:32+00:00 da Iacopo Bernardini

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