I 30-40enni, sgangherata generazione di beoti a tempo determinato

generazione dei 30enniCalano gli occupati, il Jobs Act ha creato solo assunzioni a tempo determinato e crescono gli scoraggiati. Quelli che hanno gettato la spugna. Colpita, in particolare, la generazione dei 30enni. Bene (si fa per dire), ciò però non spiega nulla, ecco cosa penso dei miei coetanei.

Si pascono del ruolo di vittima, esprimono sterile intellettualismo che resta impietrito dal retrogusto sanguigno della mischia: amara quanto irrinunciabile imprudenza, immolata sulla via di una nuova architettura della società.

Mancano i “no” agli stage non pagati, alle speranze di assunzione spacciate per una dose di lavoro a costo zero, alle prestazioni sottopagate, a un popolo di anziani che conserva luminosi privilegi.

Invece di scagliarsi con ostinata sfrontatezza sul Leviatano, mirano stupefatti il proprio sconcerto, se ne lamentano, se ne compiacciono, lo condividono e infine cercano d’essere compatiti.

A tratti invece si specchiano nella posticcia atarassia dell’altro trovandone cagione di godimento. Miseria, come se tutto questo non li riguardasse.

Non c’è vaticinio d’imminente vittoria, non brillano stelle d’ardore nel cielo dello spirito.

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I 30-40enni, sgangherata generazione di beoti a tempo determinato ultima modifica: 2018-04-09T12:49:47+00:00 da Iacopo Bernardini

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